Il corpo non mente: l’alleanza che ci salva la vita.

Silvia Riccamboni psicoterapiaOgni sintomo del corpo è un messaggio sulla qualità della vita che conduciamo. Racconta i bisogni negati, i talenti inespressi, le costrizioni a cui ci sottoponiamo e i disequilibri a cui andiamo incontro ognivolta che invece di agire in base ai nostri desideri e a ciò che ci fa sentire felici, realizzati, completi, ci facciamo guidare dalle aspettative altrui, dal senso del dovere, dalla paura di fallire, di perdere qualcosa o qualcuno. Ogni volta che “ciò che è giusto” oscura “ciò che ci fa stare bene“, che non seguiamo ciò che sentiamo veramente, che rifiutiamo di chiudere situazioni ormai logorate, che ci precludiamo delle possibilità verso cui invece vorremmo andare.

Al nostro organismo non importa che possiamo avere delle ragioni per agire così. O meglio, che la nostra mente abbia realizzato nel tempo un sistema di credenze e di convinzioni da cui trarre il senso di chi siamo e della nostra adeguatezza.

Quando siamo realmente allineati rispetto alla direzione buona per noi, sentiamo la nostra energia scorrere fluida, l’umore è positivo, il corpo sta bene: ogni parte funziona armonicamente con le altre. Quando invece aspetti diversi di noi entrano in conflitto, lì sorge la sofferenza emotiva e fisica. Non sono l’una causa ed effetto dell’altra, sono manifestazioni contemporanee del medesimo problema che si esprime simultaneamente sotto forma di stati d’animo, pensieri, emozioni, segnali del corpo (sintomi). Stati d’ansia, depressione dell’umore, pensieri fissi, problemi a concentrarsi, cali di energia o al contrario iperattività, disturbi cardiocircolatori, digestivi, del sonno.

Sono solo alcuni esempi di alterazioni che il più delle volte liquidiamo frettolosamente come “normale stress” perseverando nei nostri comportamenti quando avremmo invece ancora la possibilità e il tempo di intervenire prima che la situazione peggiori, cronicizzandosi in disturbi conclamati. Perseveriamo e spesso spegniamo queste spie d’allarme preziose ricorrendo a farmaci-tampone che silenziano il sintomo impedendoci così di leggerlo correttamente e di risalire al problema per risolverlo adeguatamente. Come se vedendo la spia dell’olio accendersi nel cruscotto della macchina, invece di fermarci e intervenire, disattivassimo la spia.

Sono molti i tipi di conflitto possibili che, quando non riconosciuti o non affrontati, prendono la via del corpo. Quando non ci permettiamo di fare un’esperienza che pure desideriamo, esattamente come quando ci costringiamo a farla anche se è nociva per noi. Quando non riconosciamo e rispettiamo i nostri limiti, e chiediamo a noi stessi di fare, fare, continuare a fare nonostante tutto, perché il nostro senso del dovere dà ordini implacabili. Il corpo restituisce fedelmente la verità di quel che sta accadendo, che ci piaccia o no; e se continuiamo ad ignorarla è costretto ad acutizzare i sintomi, peggiorando il nostro stato di malessere.

Eppure, proprio questi conflitti offrono l’occasione per accorgersi di come funzioniamo, entrando in ascolto di quel microcosmo di sensazioni, emozioni e pensieri che ci si agitano dentro; e di smascherare così codici di condotta spesso ereditati, o interpretati rigidamente, o assunti in un tempo in cui erano funzionali e mantenuti anche quando hanno smesso di esserlo, senza alcuna attenzione verso il nostro benessere. Come se il nostro bene-essere fosse qualcosa da cui possiamo prescindere.

Dott.ssa Silvia Riccamboni

Condividi